MIOARTROPATIE
Prof. Sandro Palla
Direttore del reparto 'Disturbi masticatorii e Protesi totale' dell'Università di Zurigo
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| Corso teorico con dimostrazione pratica su paziente | |
| Hotel Michelangelo
Via Scarlatti, 33 20124 Milano zona Stazione Centrale Tel. 02/6755
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11-12 Aprile 2003 |
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PRESENTAZIONE DEL CORSO
La diagnosi e la terapia delle mioartropatie del sistema masticatorio (MAP) crea spesso problemi dovuti, in gran parte, a una insufficiente conoscenza dell'etiologia e della patofisiologia delle mioartropatie e alle differenze sostanziali che esistono tra il dolore acuto e il dolore persistente, cioè cronico. Il dolore cronico viene spesso considerato come un dolore acuto prolungato con una patologia tissutale persistente. Si ignora che la differenza essenziale tra il dolore acuto e il dolore cronico è l'assenza nel primo e la presenza nel secondo di alterazioni somatosensoriali e, soprattutto, di disturbi della sfera psicoemotiva e psicosociale. Pazienti con dolori mioartropatici cronici soffrono spesso, infatti, anche di disturbi dell'umore (depressione, somatizzazione). Da un punto di vista terapeutico si dimentica troppo frequentemente che dolori mioartropatici acuti guariscono nella grande maggiornaza dei casi spontaneamente o con terapie semplici e non invasive. Il non riconoscimento di questo dato porta spesso l'odontoiatria a curare il paziente usando terapie invasive e non appropriate. Il pericolo maggiore è quello di sopravvalutare il ruolo etiologico dell'occlusione, soprattutto quando la mioartropatia si è presentata in seguito a una terapia occlusale. La terapia del paziente mioartropatico deve essere individualizzata e deve tenere conto sia della patologia (muscolare o articolare) che della intensità, della durata e, soprattutto, della componente non-somatica del dolore. Per quanto riguarda la patologia bisognerebbe distinguere le mioartropatie di origine muscolare da quelle di origine articolare. Nella pratica è più importante la distinzione tra forme mioartropatiche attivate e non-attivate perchè le prime, che hanno una componente infiammatoria, necessitano di una terapia con FANS. E' più importante comunque differenziare i pazienti con dolori mioartropatici acuti da quelli con dolori cronici, perchè le due forme richiedono approcci terapeutici differenti. La terapia dei pazienti con dolori acuti, che possono, cioè, essere curati in uno studio odontoiatrico, è normalmente facile e consiste principalmente in esercizi di fisioterapia, mirati a fare adottare una migliore postura mandibolare, e di stretching, per migliorare la mobilità mandibolare. Questa terapia può essere combinata con esercizi di rilassamento e, in caso di mioartropatie associate a processi flogistici, con terapia farmacologica e, in pazienti che non sanno controllare le parafunzioni, anche con una placca di Michigan. Pazienti con dolori cronici richiedono una terapia multimodale mirata a entrambe le componenti, somatica e non-somatica, cioè affettiva, emozionale e comportamentale del dolore. Scopo del corso è di rendere l'uditorio familiare con l'etiologia, la patofisiologia e la diagnosi delle mioartropatie e con la patofisiologia del dolore. Queste conoscenze sono di massima importanza per eseguire una terapia corretta e, soprattutto, per smitizzare il problema delle mioartropatie.
Prof. Sandro Palla
PROGRAMMA 1° GIORNO VENERDI 11 APRILE 2003
PROGRAMMA PROGRAMMA
HOTEL CONVENZIONATI
Facendo riferimento ai corsi si avranno tariffe agevolate per il pernottamento
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